Incontri e Confronti

G&S intende porsi come elemento integrativo e complementare, capace di sviluppare sinergie sia fra le generazioni sia fra i diversi attori del territorio (promotori immobiliari, pianificazione territoriale, commercio, cultura e turismo, industria e servizi, sanità e socialità, …).

L’obiettivo di G&S è quello di ripetere con regolarità incontri informativi e di approfondimento, chinandosi e confrontandosi su aspetti sociali, tecnologici, pianificatori o istituzionali che porta con se la longevità attiva, quali ad esempio: la flessibilità intergenerazionale sul lavoro; le abitazioni e i luoghi di vita “flessibili”; i modelli di finanziamento flessibile della pensione; la relazione tempo libero e nuovi consumi; l’evoluzione della demotica; i modelli e buone pratiche individuali di longevità attiva.

Ad oggi, e nel nostro Cantone in particolare, questi temi sono ancora molto lasciati o alle associazioni che rappresentano gli anziani, o ai singoli attori; essi purtroppo si muovono ancora senza un luogo di riflessione comune e sinergica, diversamente da quanto avviene in altri paesi e in altri cantoni della Svizzera.

Dopo aver dato spazio per alcuni anni ai temi legati al’ “Abitare bene a tutte le età“, dal 2014 G&S sta stimolando gli attori nella Svizzera italiana a riflettere e approfondire il tema della “Gestione delle età in azienda”. Si tratta di un tema che, con il prossimo boom di invecchiamento demografico, non potrà più essere gestito in modo passivo; le conseguenze in termini di gestione del patrimonio di conoscenze e competenze porrebbero rischi importanti anche per le stesse aziende. Nella Svizzera interna aziende e parti sociali già da diversi anni hanno iniziato ad affrontare attivamente questa tematica gestionale.

Altro tema su cui G&S è attiva riguarda il futuro del “Contratto sociale fra le generazioni“. L’evoluzione demografica data dal cambiamento del rapporto numerico fra persone attive nel lavoro e persone in pensione o senza attività lucrativa, l’evoluzione in negativo dei mercati finanziari che sostenevano una elevata crescita dei capitali pensionistici, ed altri fattori contingenti e strutturali del sistema economico e sociale, portano la politica (esempio il Concetto Previdenza 2020 del Consiglio Federale respinto in votazione federale e di cui è in consultazione ora un nuovo approccio) e la ricerca a proporre idee e soluzioni per cercare di mantenere l’equilibrio attuale che fa della Svizzera un modello invidiato da tutti gli Stati.

 

Giovani movimenti politici dibattono

In occasione di un dibattito organizzato nel ambito della annuale Assemblea generale tenutasi il 17 maggio 2017, hanno partecipato i rappresentanti dei principali Movimenti Politici Giovanili (MPG) del Cantone Ticino: Giovani UDC, Giovani Leghisti, Gioventù Liberale Radicale Ticinese, Generazione Giovani (PPD), Gioventù Socialista e Gioventù Comunista.

Tale dibattito ha preso le mosse da un’indagine predisposta dall’Associazione con un Questionario che chiedeva ai giovani movimenti politici di esprimersi su 28 tesi strutturate attorno a tre aree tematiche specifiche: 

1) “Gig Economy”, IV Rivoluzione Industriale e ripartizione del reddito;

2) Formazione e primo inserimento lavorativo;

3) Età di pensionamento e finanziamento delle rendite.

 

I Risultati (clicca sul link) sono stati particolarmente interessanti, anche ben ripresi dal Corriere del Ticino!

Una convergenza di vedute di tutti i movimenti è emersa su quattro temi.

Tutti sono d’accordo sul fatto che gli stage in azienda a ripetizione rappresentino un abuso; tutti lo sono anche sui rischi che la IV rivoluzione industriale comporta per la generazione di mezzo (persone tra i 45 e i 65 anni).

I pareri sono concordi anche sull’utilità delle iniziative promosse sulle reti sociali per trovare il primo impiego, come pure sulla necessità/opportunità di promuovere una migliore gestione dei rapporti intergenerazionali in azienda

Una serie di tesi ha trovato convergenti i pareri di cinque movimenti su sei. Per esempio, ad eccezione dei giovani UDC, gli altri movimenti concordano sul fatto che la “Gig Economy”, o economia dei lavoretti, non corrisponda al desiderio dei giovani e che, addirittura, possa diventare una forma di precariato, anche se, ma su questo è Gioventù comunista a non essere d’accordo,  la “Gig Economy” possa essere un utile complemento di reddito.

Altre convergenze le troviamo su alcune tesi d’attualità nel dibattito pubblico. Per esempio quella secondo la quale la robotizzazione può avere implicazioni negative sul lavoro; può generare concentrazione dei redditi e un ulteriore divario digitale tra le generazioni.  

Può avere però anche effetti positivi, segnatamente sulla qualità dei prodotti, dei servizi e dei processi. In ogni caso, per cinque movimenti su sei (fanno eccezione i Giovani Liberali Radicali) vi è la necessità di studiare nuovi modelli di ripartizione del reddito che, però, per cinque movimenti su sei (fa eccezione Gioventù socialista) non deve per forza comportare l’introduzione di un reddito di base incondizionato.

Le maggiori divergenze tra i movimenti toccano soprattutto i temi legati alle assicurazioni sociali e al loro finanziamento, ma, cosa interessante, non per forza secondo le posizioni partitiche tradizionali.

Questo è stato il filo rosso anche del dibattito in sala che ha visto i giovani ragionare ed esprimersi in modo trasversale, manifestando le proprie preoccupazioni ed esprimendo le proprie aspettative nei confronti di una società e un’economia che sta cambiando in modo radicale, nonostastante i “credo” partitici.

Il dibattito è stato contraddistinto da spontaneità e volontà di affrontare assieme temi complessi. A tal punto che Generazione & Sinergie ha concordato con i movimenti politici giovanili di promuovere ed estendere questo primo dibattito in modo allargato coinvolgendo più in generale le nuove generazioni.

Affaire à suivre donc!

 

Come e dove abiteremo in futuro?

Quali saranno le sfide dei nuovi insediamenti abitativi in Ticino? A quali fabbisogni e a quali mutamenti sociali dovranno rispondere? Qual è il ruolo del Cantone, rispettivamente dei Comuni, in questo ambito? Cosa sta avvenendo nel resto del Paese?

Questi interrogativi sono ormai pressanti, anche perché il settore privato si sta muovendo celermente, cogliendo le nuove opportunità offerte in particolare dall’aumento della popolazione anziana.

Il gruppo regionale Ticino di ASPAN (Associazione svizzera per la pianificazione del territorio), in collaborazione con Generazioni & Sinergie, per cercare di trovare possibili risposte, ha organizzato un seminario che si è tenuto

Giovedì 30 marzo 2017 alle 17:00 nell’auditorium di BancaStato a Bellinzona

Quattro gli ospiti che hanno animato l’incontro, aperto a tutti gli interessati:

Dario Spini, professore alla Faculté des sciences sociales et politiques dell’Università di Losanna e direttore del Pôle de recherche national LIVES, si è soffermato su “Tendenze demografiche, sociali ed economiche in atto e nuovi fabbisogni abitativi”.

Giovanni Bolzani di Generazioni & Sinergie ha presentato alcuni esempi di “Edifici e strutture realizzate in Svizzera e in Ticino”.

Paolo Poggiati, capo della Sezione dello sviluppo territoriale del Dipartimento del territorio, ha chiarito “Le sfide per la pianificazione del territorio in un’ottica di sviluppo insediativo centripeto”.

Andrea Blotti del gruppo immobiliare ARTISA ha dato voce a “Il ruolo degli investitori privati e il dialogo con gli Enti pubblici”.

Hanno introdotto il seminario Giancarlo Ré, presidente ASPAN Ticino, e la pianificatrice Luciana Mastrillo.

 

 

Gestione delle età in azienda

In questo ambito G&S, con l’associazione HR Ticino, il Centro competenze inno3 della SUPSI e con AITI, ha organizzato un workshop di approfondimento il 26 settembre 2014. Le informazioni sul convegno 2014 sono presentate nella locandina e nel dossier qui sotto in allegati.

Durante il 2015 sono stati organizzati ulteriori due workshop tematici che hanno visto coinvolte una ventina di aziende di settori diversi operanti in Ticino. ”. Il primo incontro si è svolto nel mese di maggio e aveva per titolo: “La gestione delle età in azienda: il costo del non fare!”. Il secondo, dal titolo: “La gestione delle età in azienda: come fare!” si è invece tenuto nel mese di novembre.

L’esperienza fatta con le aziende durante questi due anni, con i tre workshops tematici proposti, dimostra che, nonostante l’interesse verso il tema, gli aspetti da indagare e comprendere sono ancora molti e complessi. Pertanto, questo percorso di riflessione-studio, iniziato nel 2014, sarà portato avanti con altre attività di approfondimento. A tal fine, la collaborazione con il Centro competenze inno3 della SUPSI e HR Ticino si sta sviluppando su diversi piani: eventi di divulgazione-discussione, offerte formative, ecc.

Per quanto concerne la divulgazione, a novembre 2016, nell’ambito del Congresso di HR Ticino “TICINO 2020 – Per essere pronti – La creazione di valore aggiunto attraverso il capitale umano, si è proposto un seminario tematico dal titolo “Gioco intergenerazionale e gestione delle età in azienda”.

Da segnalare anche la trasmissione Baobab di Rete3 del 10 marzo 2017 “Generazioni a confronto in azienda – Live dall’Arena di Espoprofessioni” (clicca sul link) stimolata dalla nostra associazione e dove, fra ragazzi, genitori, responsabili d’azienda e della formazione professionale, alla tavola rotonda abbiamo partecipato con la presenza del nostro vice-presidente Siegfried Alberton.

 

 

Contratto sociale fra le generazioni

La prima conferenza ha avuto luogo il 21 maggio 2015 a Bellinzona, intitolata “(In)giustizia fra le generazioni“, in coda all’Assemblea annuale dell’associazione. È stata dedicata al futuro del contratto sociale che oggi esiste in Svizzera fra le generazioni; relatori i professori Jérôme Cosandey (Avenir Suisse) e Riccardo Crivelli (SUPSI) moderati da Reto Ceschi della RSI.

La locandina e il materiale presentato è scaricabile cliccando QUI.

La seconda conferenza ha avuto luogo a Lugano il 18 settembre 2015, su di una proposta provocatoria formulata da Avenir Suisse ed in particolare sull’ipotesi di un’assicurazione per le cure obbligatoria per gli anziani; la conferenza, dal titolo “Generazioni e salute: chi spende? Chi paga?”, con gli interventi da parte dei consiglieri nazionali Marina Carobbio e Ignazio Cassis insieme al Prof. Gianfranco Domenighetti e del direttore dello IAS Carlo Marazza.

La locandina e il materiale presentato è scaricabile cliccando QUI.

Altre iniziative di confronto sul tema sono in preparazione: consultate regolarmente la nostra homepage per restare informati.

La gestione delle età in azienda (2014-2015)

In questi ultimi anni, diverse aziende in Svizzera e all’estero hanno sviluppato modelli gestionali innovatori per adattarsi ai loro bisogni e per gestire l’integrazione nei processi aziendali dei lavoratori che invecchiano. Con la capacità di anticipare i tempi che caratterizza il nostro Paese, l’Unione svizzera degli imprenditori (Arbeitgeberverband) ormai da anni si sta occupando della questione. Nel 2006 pubblicava una Guida per i datori di lavoro (nr. 26), indicando esempi di aziende pioniere così come delle raccomandazioni utili per iniziare la diffusione di buone pratiche aziendali nell’ambito dell’Age management e della valorizzazione delle diverse età in azienda, con l’obiettivo di garantire nel tempo l’equilibrio del nostro sistema socio-economico.

Il 19 febbraio 2014 G&S, insieme alle associazioni AITI e HR-Ticino, ha organizzato una conferenza dibattito, con l’obiettivo di attivare un primo momento di confronto e riflessione anche in Ticino sul tema, direttamente con e fra gli addetti ai lavori.

Alla presenza di un centinaio di partecipanti, dopo una breve presentazione, da parte di un rappresentante dell’Unione svizzera degli imprenditori, delle linee guida per gestire bene la realtà che si profila nei prossimi anni, è stato dato spazio ad alcune riflessioni ed esperienze portate da imprenditori ticinesi (Flavio Audemars, Luca Bolzani e Riccardo Braglia) e da Laura Sadis, direttrice del dipartimento Economia e Finanze dell’Amministrazione cantonale, alla testa della Sezione del Personale del primo datore di lavoro ticinese. Giancarlo Dillena, direttore del Corriere del Ticino, ha animato e moderato la tavola rotonda e poi discussione con i partecipanti.

Gli atti della conferenza e la documentazione citata è scaricabile in questa pagina.

Generazioni & Sinergie e HR-Ticino, in collaborazione con il Centro di competenze inno3 della SUPSI, hanno sviluppato insieme ad una ventina di aziende del Cantone un ciclo di workshop di approfondimento; i risultati sono stati presentati in coda all’Assemblea ordinaria dell’Associazione, il 19 maggio 2016 dalle 16:00 al Centro La Piazzetta a Lugano-Loreto.

La gestione delle età in azienda #1

La gestione delle età in azienda #1


La gestione delle età in azienda #2

La gestione delle età in azienda #2

La gestione delle età in azienda #3

La gestione delle età in azienda #3

Il Convegno G&S del 2013

In collaborazione con il Dipartimento della sanità e socialità del Cantone del Ticino, Generazioni & Sinergie ha organizzato per il 20 giugno un pomeriggio di studio sul tema dell’evoluzione delle case unifamiliari in Ticino, nei prossimi 20-30 anni (flyer e documentazione scaricabile a lato), a cui hanno preso parte oltre 60 persone appartenenti a diverse categorie professionali e di interesse.

La discussione ha messo in luce alcune sfumature importanti sul fenomeno delle case unifamiliari, sulle sue origini e, soprattutto, sulla possibilità di approntare delle strategie per superarlo nei prossimi anni.

Un lato positivo consiste nel fatto che, ad oggi, comincia ad esserci una certa consapevolezza sul problema e sulle possibilità che possa acuirsi negli anni a venire, non solo in ragione dell’invecchiamento della popolazione ma anche a fronte dei cambiamenti avvenuti nelle strutture familiari (singles, famiglie monoparentali, ecc.).

Da questo punto di vista, la pressione sul territorio (spazi abitativi, mobilità e traffico) dovrebbe servire da sprone al cambiamento di attitudini e comportamenti edificatori, tanto quanto le limitazioni e i vincoli (piani regolatori per esempio) che, in assenza di questi cambiamenti, dovranno forzatamente essere approntati.

Il mito svizzero della proprietà privata è a un bivio? La questione è delicata e non troverà soluzione immediata anche per ragioni di equità, tra strutture proprietarie diverse, situazioni familiari e personali diverse, come pure a causa di contesti territoriali diversi.

Proporre soluzioni come quelle presentate dall’Arch. Beyeler in contesti territoriali molto periferici, o in zone urbane congestionate, può sembrare limitatamente fattibile anche a causa di norme pianificatorie oggi restrittive e di spazi fisici molto limitati per trasformazioni/ampliamenti efficaci ai sensi della longevità attiva.

In termini di trasformazione, a breve termine sarebbe comunque opportuno ricavare e sfruttare tutte le riserve possibili e lavorare sul piano degli incentivi di natura sociale, economica e finanziaria, lanciando inoltre una discussione di fondo di tipo pianificatorio e tecnico rivolta al medio-lungo termine.

Le tendenze sono ormai delle realtà. Il fenomeno non può che acuirsi per cui è importante già sin d’ora iniziare a definire delle strategie pro attive per prepararsi a gestire al meglio il futuro delle costruzioni sul nostro territorio.

Significa quindi riflettere e proporre misure concrete che nascono dalla confluenza di due dimensioni: una temporale (misure di breve e di lungo termine) e una più istituzionale (misure a livello privato e pubblico). Misure efficaci ed efficienti da portare al tavolo della discussione di tutti gli ambienti interessati; e G&S continua a dare il proprio fattivo contributo.

Il Convegno G&S del 2012

G&S, in collaborazione con la SUPSI e altre organizzazioni locali sensibili a questa problematica, il 16 novembre 2012 ha organizzato un Pomeriggio di studio sul tema in oggetto dell’intergenerazionalità vissuta con l’invecchiamento della popolazione.

G&S ha organizzato ed animato il workshop denominato “Luoghi di Vita” a cui hanno partecipato ca 50 operatori fra architetti, imprenditori immobiliari e funzionari; si è occupato delle questioni abitative relative all’invecchiamento ed in particolare di quelle caratteristiche che permettono agli anziani di continuare a vivere a casa propria il più a lungo possibile ed in modo attivo.

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